Dove sono le famiglie educate e garbate, le famiglie che praticano lo sviluppo equilibrato?

Come mai nonostante una crescente scelta attraverso l’istruzione parentale esiste di fatto un menefreghismo sociale?

L’istruzione parentale è un’opportunità straordinaria di certo, ma presenta un rischio da considerare molto importante ovvero la frammentazione. L’Homeschooling nasce spesso da un atto di amore come offrire ai propri figli un percorso educativo più personalizzato, sereno, in linea con i valori famigliari. Tuttavia, questo crea delle isole di eccellenza. Quando le famiglie migliori “si allontanano” dal sistema pubblico e il sistema pubblico non sostiene chi ha volontà e merito di certo agevola impoverimento di ulteriori modelli positivi, accelerando il declino sociale che probabilmente le stesse famiglie volevano evitare.

La vera missione di una famiglia educata, oggi, è il coraggio di essere presente nel mondo, anche quando il mondo sembra non volerla.

Le famiglie di oggi dove sono finite, sono davvero divenute menefreghiste?

Le famiglie educate esistomo ma sono divenute silenziose e certamente chi educa al garbo di solito non urla e non cerca la ribalta sui social, tuttavia un tempo non molto lontano c’era un un “patto educativo” implicito: ovvero se sgridavi il figlio del vicino ad esempio perché buttava una carta a terra, il vicino ti ringraziava. Oggi quel gesto è percepito come un’intrusione. Questo ha spinto le persone garbate a chiudersi nel proprio guscio per evitare conflitti, alimentando l’idea che il “fuori” sia irrecuperabile. In linea generale molte famiglie praticano lo “sviluppo equilibrato” all’interno delle mura domestiche ma una volta però chiusa la porta di casa, l’energia per combattere la maleducazione esterna o per costruire ponti con il vicinato è quasi esaurita causa stanchezza cognitiva, tecnologia come barriera, etc…

Allora come uscirne?

La sfida è superare la paura della contaminazione.

  • Dall’io al noi: L’istruzione parentale e la pubblica amministrazione in linea generica dovrebbero evolversi in “comunità educanti”, dove le famiglie non si isolano ma creano micro-reti di quartiere unite dalla vera consapevolezza basate da libertà di scelta e forte senso civico.
  • Esemplarità pubblica: Il garbo non deve essere solo un codice privato, ma un atto politico.

Oltretutto il garbo richiede energia e la cortesia diviene un “lusso” energetico accessibile solo a chi dispone del tempo, dello spazio mentale e della stabilità emotiva necessaria per coltivarla.

Dunque manca un’idea condivisa di cosa significhi essere una “società educata“. Senza un obiettivo comune, ognuno coltiva il proprio giardino, convinto che il resto del mondo sia irrecuperabile. Spesso sostituiamo la cortesia reale con l’interazione digitale, dove il garbo è più raro e il giudizio più facile.

In sintesi: Le famiglie educate esistono, ma oggi tendono a proteggersi anziché espandersi. Il passaggio mancante è trasformare la cura educativa privata in un impegno pubblico e meritocratico vero, non apparente tutti insieme ed uniti.

Saluti, da Grazia Fractal

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