La storia della maschera emerge senz’altro durante il Medioevo, le maschere erano certamente più semplici da quelle elaborate nelle epoche successive, un legame va fatto ricordando Marco Polo dove traeva immensa gratitudine dall’Oriente.
La maschera veniva usata a quei tempi con la funzione di nascondere il proprio status sociale e non solo.
Un inventario redatto in seguito alla morte di Marco Polo (1324) elenca alcuni oggetti riportati dai suoi viaggi in Asia che desiderava lasciare alle figlie. Tra questi, un boqtaq, un copricapo riservato alle donne dell’élite mongola. I boqtaq delle donne mongole avevano già attirato l’attenzione dei precedenti viaggiatori europei in Asia; in tempi più recenti, storici e blogger hanno ipotizzato la possibile influenza del boqtaq mongolo sull’hennin borgognone, il caratteristico copricapo a forma di cono che rappresentava l’apice della moda per le dame benestanti del XV secolo (c. 1430-c. 1500) (…) (https://chooser.crossref.org/?doi=10.7765%2F9781526175977.00019)
Ancora oggi Marco Polo si festeggia nella splendida Venezia, omaggiando il viaggiatore con maschere, costumi e cortei.
Marco Polo rimase affascinato dalla Corte del Gran Khan per le tradizioni, la cultura, l’arte, ecc.
Come Marco Polo aveva fatto da ponte tra Occidente e l’Oriente Anche Giacomo Puccini con l’Opera teatrale “Turandot“, contribuì altrettanto. La storia è ambientata in Cina, trae origine da leggende orientali e risale alla figura della principessa Mongola “figlia di Turan” che sta ad indicare Terra Mongola, essa era discendente di Gengis Khan.
Una storia che parla di amore, di guida, di un popolo, di cura e di contemporaneità allo stesso tempo.
Dato questo percorso storico molto importante come il Medioevo, proviamo a riallacciarci e rileggere la storia Turandot, qui allego quello che avevamo già iniziato a realizzare qualche tempo fa con i miei figli https://vimeo.com/manage/videos/1167616303, inoltre a tal proposito Greta col nostro sostegno di valorizzazione nel percorso di studio in autonomia e ricerca, ha provato a realizzare una riproduzione di una maschera in cartapesta personalizzandola ulteriormente con relativi addobbi.
- Prima fase realizzazione maschera disegno e base in cartapesta

- Seconda fase del progetto colorazione e altri decori

- Terza ed ultima fase addobbo.

Diceva Magrelli delle poesie: “vanno sempre rilette,/lette, rilette, lette, messe in carica;/ogni lettura compie la ricarica,/sono apparecchi per caricare senso;/ e il senso vi si accumula, ronzio/ di particelle in attesa,/sospiri trattenuti, ticchettii,/ da dentro il cavallo di Troia”. V. Magrelli, “La poesia”, in Didascalie per la lettura di un giornale, Torino Einaudi, 1999.

Lascia un commento